

La biodigestione è la degradazione della sostanza organica, da parte di microrganismi in condizioni di anaerobiosi - cioè senza ossigeno - si chiama digestione anaerobica ed è un processo alternativo al compostaggio che, al contrario, lavora in clima aerobico.
La digestione anaerobica avviene in digestori (reattori) concepiti per evitare il contatto tra ossigeno e biomassa, mantenendo così una temperatura costante. Al termine della lavorazione parte della sostanza organica si trasforma in “biogas“, costituito principalmente da metano e anidride carbonica.
La digestione anaerobica può essere effettuata sia a umido che a secco. La prima si riferisce a miscele di materiale con contenuto minimo in solidi del 30%, mentre nella seconda il contenuto in solidi è del 15% minimo.
Convenzionalmente, in relazione al tipo di batteri utilizzati, esistono due differenti intervalli di temperatura in cui viene condotta la digestione anaerobica:
- con batteri “ mesofili “ si lavora a temperature comprese tra 20-45° C, con un intervallo ottimale di 37°-41° C;
- con batteri “ termofili “ le condizioni di esercizio ottimali implicano un intervallo di temperatura compreso tra i 50°-52° C, con temperature che possono anche essere relativamente elevate e superare i 70° C.
Negli ultimi anni si è evidenziata una forte richiesta di impianti anaerobici, poiché la conoscenza attuale, supportata da una tecnologia innovativa, è in grado di soddisfare le esigenze dei potenziali acquirenti rispettando appieno i parametri ambientali imposti dalla Comunità europea.
Energen progetta e fornisce l’impianto di digestione anaerobica "chiavi in mano".

